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Visualizzazione dei post con l'etichetta abbigliamento seconda guerra

Giacca da bombardiere B-3: storia e origini nella Seconda Guerra Mondiale

Indossata dai piloti americani durante la seconda guerra mondiale, la giacca da bombardiere è un capo d'abbigliamento carico di storia. US Giaccone pilota B9 Schott NYC I Boeing B-17 e B-24 impiegati dalle United States Army Air Forces nelle campagne di bombardamento strategico diurno contro bersagli tedeschi di tipo industriale, civile e militare non erano pressurizzati e le cabine non erano riscaldate.  Per resistere alle basse temperature i piloti avevano bisogno di una giacca calda e resistente, motivo per qui è stato creato questo tipo di giacca in shearling (pelle di montone o d’agnello tosato da poco) rimasta poi molto in voga anche nei nostri giorni.   Molto resistente al freddo e all’acqua, durante la seconda guerra mondiale è stata indossata anche dai soldati che non servivano sui bombardieri.  Tra di loro, il Gen. George Patton che adorava questo tipo di giacca alla quale aveva apportato qualche modifica.   La giacca è un buon investimento perché dura molt...

Wilhelm Dege: l'ultimo soldato tedesco ad arrendersi nella Seconda Guerra Mondiale

Questa è la storia dell’ultimo soldato tedesco ad arrendersi durante la seconda guerra mondiale. Tenente Wilhelm Dege Il suo nome è Tenente Wilhelm Dege ed era il Comandante dell'Operazione Haudegen che aveva lo scopo di stabilire una stazione meteorologica nell’arcipelago norvegese di Svalbard, vicino al Polo Nord. La stazione doveva fornire le informazioni necessarie alla Marina e all’Aeronautica tedesca per pianificare con più successo le proprie azioni militari (in seguito alla scoppio della guerra, i tedeschi non avevano più accesso alle informazioni meteo della rete meteorologica internazionale, controllate e codificate dagli alleati). Con la sua squadra di 11 uomini, Dege raggiunse l’arcipelago a bordo del sottomarino U-307 assieme alla nave-rifornimento Carl J. Busch. Costruì la stazione grazie ai copiosi mezzi trasportati tra cui tutti i macchinari necessari, appositamente smontati e imballati, 7 tonnellate di carbone per il funzionamento dei forni e numerose provviste di ...

Battaglione Monte Cervino: la termofodera degli alpini sciatori italiani in Russia

Indossata per proteggere dal freddo gli alpini sciatori italiani, la termofodera in pelle di agnello ha permesso ai membri del battaglione “Monte Cervino” di resistere alle ardue e difficili imprese durante la seconda guerra mondiale. Il battaglione di sciatori che aveva come simbolo la più bella e possente montagna del mondo era formato da maestri di sci e guide alpine provenienti dalla Scuola Alpina di Aosta. Era dotato di un equipaggiamento di gran lunga superiore a quello degli altri militari italiani: tute mimetiche, scarponi con la suola in gomma isolante vibram, un numero di fucili mitragliatori MAB 38 distribuiti in misura senza paragoni rispetto agli altri reparti. In Russia il “Monte Cervino” ha combattuto nelle più disperate condizioni. Partiti in 600, nel 1943 torneranno in Italia in 226. Soprannominati dai sovietici “Satanas Bielij” (“diavoli bianchi”), le loro gesta hanno portato loro numerose decorazioni: 4 medaglie d’Oro, 43 d’Argento, 69 di Bronzo, 81 Croci di Guerra. ...